Quante volte la sinestesia è stata sentita nominare... come figura retorica.
Il termine deriva dal greco "syn- aisthànestai" ossia "percepire assieme".
Regolare: molti poeti hanno utilizzato la figura retorica sopra citata, per la resa emotiva e un po' onirica di un accostamento di parole particolare, che riguardano sfere sensoriali differenti.
Un esempio? Mille esempi si possono fare: suono duro, profumo pungente, dolce giallo, nota rossa, e tanto altro ancora.
Una normalità concessa ai poeti, quella di utilizzare determinate espressioni nelle loro frasi.
Ma non è finita qui. La sinestesia non è solo un affare da letteratura, un'astrazione meticolosamente studiata dai compositori scrittori, per rallegrare le ore di italiano nelle scuole del mondo.
Sorprendentemente, per lo più per coloro che dell'argomento non sono che novizi, la sinestesia è un fenomeno, o meglio un insieme di fenomeni che possono essere riuniti entro questo termine, quello del percepire assieme.
Quindi, sinestesia è anche il nome di una particolare facoltà percettiva, piuttosto rara, che consiste nell'esperire uno stimolo sensoriale esterno in più modalità sensoriali.
Che cosa significa?
Significa che vi sono alcune persone in grado di vedere i suoni, di toccare i profumi, di vedere i numeri e le lettere come colorate, e molto altro ancora.
Gli stimoli esterni non sollecitano solo la risposta del senso appropriato, ma suscitano anche un altro tipo (o più tipi) di risposte in altri sensi che non sono quelli adibiti alla percezione dello stimolo induttore del percetto in questione.
Quindi, si avrà una percezione multisensoriale.
Numerosi sono i tipi di sinestesia, così come diversi i sensi coinvolti.