domenica 5 ottobre 2008

Droghe e sinestesia

Mentre alcuni studiosi hanno teorizzato, in passato, che la sinestesia fosse causata dalla presenza di connessioni neurali non presenti di norma, Grossenbacher ha in seguito smentito questa affermazione.
Infatti, è dimostrato come l'assunzione di alcune droghe dia luogo a manifestazioni percettive che sono molto simili a quelle sinestetiche.
Alcune delle droghe in questione sono gli allucinogeni, le LSD, la mescalina, grandi quantità di marijuana.
Secondo Grossenbacher, coloro che assumono tali sostanze e sperimentano percezioni sinestetiche (in questo caso dette pseudosinestetiche, in quanto indotte volontariamente da sostanze, e non condizione naturale e normale caratterizzante dell'individuo), non ottengono un aumento di collegamenti neurali in quel momento, bensì è più probabile che alcuni collegamenti preesistenti, ormai disattivati da tempo, vengano stimolati e riattivati da quelle sostanze stupefacenti.

Nel caso delle droghe, la pseudosinestesia è destinata ad essere fenomeno effimero e circoscritto al momento dell'assunzione di tali sostanze.
Inoltre, varia anche la qualità delle percezioni pseudosinestetiche: esse, infatti, rimangono più vicine a delle specie di allucinazioni.

Molti artisti si sono avvalsi di sostanze stupefacenti, com'è noto, per ottenere maggiori suggestioni ed essere, probabilmente, più creativi.
Un esempio? Baudelaire, che ben simula le percezioni della sinestesia in una delle sue opere più famose, "Correspondances"; il testo di questa opera poetica, apparentemente di grande fantasia e suggestione, non è altro che una trasposizione scritta di suggestioni (in questo caso) pseudosinestetiche sullo stile "coloured-hearing", ascolto colorato.

Anche in Rimbaud troviamo delle imponenti sinestesie di richiamo percettivo -e non meramente retorico-. Basta leggere "Le sonet des voyelles" per rendersi conto di come la figura retorica chiamata sinestesia si "concretizzi" sotto forma di colori attribuiti alle vocali.

Huysmans, invece, decise di rendere sinesteta il protagonista di un suo romanzo intitolato "A Rebours"; in questo libro, Duc Yean Floressas des Esseintes poteva gustare i suoni musicali di ciascuno strumento.

I primi due casi di artisti citati (Rimbaud e Baudelaire) sono chiaramente condizionati dall'uso di sostanze stupefacenti, per loro (e per altri nella storia delle arti) utilizzate come "musa ispiratrice" e origine di creatività, in questo caso poetica.
Non sono sicura che Huysmans facesse parimenti uso di droghe.
Ciò che si può dire, comunque, per tutti e tre gli scrittori sopra citati, è che le opere da loro prodotte contenenti tracce e riferimenti espliciti alla sinestesia percettiva sono tutte nate dopo il 1881.
La data è molto significativa, in quanto fu proprio nel 1881 che venne per la prima volta buttato uno sguardo approfondito e scientifico sulla sinestesia percettiva, da parte di Sir Francis Galton.
Inoltre, dopo la sua pubblicazione, i circoli scientifici e letterari cominciarono a discutere e a filosofeggiare molto in merito a questa qualità percettiva particolarmente affascinante.

E a quanto pare, sono stati diversi coloro che decisero di lasciarsi affascinare da essa.
Sino all'uso di droghe per poterla raggiungere da sé medesimi.


mercoledì 1 ottobre 2008

Tutti sinesteti?

Come sostiene Daphne Maurer nelle sue ricerche, rinforzate da esperimenti pratici, tutti siamo stati dei sinesteti, in passato. Ma non ce lo ricordiamo. Questo perché siamo passati in quella condizione quando eravamo appena venuti al mondo, circa sino al quarto-sesto mese di vita.
Il cervello di un neonato, infatti, non è ancora sufficientemente maturo per poter esperire ciascuno stimolo esterno nella modalità sensoriale appropriata; le aree cerebrali deputate ai vari sensi non sono ancora "separate" tra loro, ma interconnesse da connessioni neurali attive.
Il neonato, quindi, sperimenta una specie di confusione sinestetica.
Le interconnessioni attive durante quel periodo dovrebbero poi essere "disattivate" durante la modularizzazione dei sensi.
In parole povere (e forse riduttive, ma spero che coloro che ne sono esperti me lo perdonino): il cervello va incontro ad una maturazione tale per cui i collegamenti tra le varie aree sensoriali cerebrali vengono come disattivati, ed ogni area si "specializza" nel senso appropriato.
Con una tale separazione, la sinestesia scompare dalla nostra vita percettiva.
Ma non per tutti, chiaramente; tali connessioni, infatti, permangono nei sinesteti.

domenica 28 settembre 2008

SINESTESIA - quante volte!

Quante volte la sinestesia è stata sentita nominare... come figura retorica.
Il termine deriva dal greco "syn- aisthànestai" ossia "percepire assieme".
Regolare: molti poeti hanno utilizzato la figura retorica sopra citata, per la resa emotiva e un po' onirica di un accostamento di parole particolare, che riguardano sfere sensoriali differenti.
Un esempio? Mille esempi si possono fare: suono duro, profumo pungente, dolce giallo, nota rossa, e tanto altro ancora.
Una normalità concessa ai poeti, quella di utilizzare determinate espressioni nelle loro frasi.

Ma non è finita qui. La sinestesia non è solo un affare da letteratura, un'astrazione meticolosamente studiata dai compositori scrittori, per rallegrare le ore di italiano nelle scuole del mondo.

Sorprendentemente, per lo più per coloro che dell'argomento non sono che novizi, la sinestesia è un fenomeno, o meglio un insieme di fenomeni che possono essere riuniti entro questo termine, quello del percepire assieme.
Quindi, sinestesia è anche il nome di una particolare facoltà percettiva, piuttosto rara, che consiste nell'esperire uno stimolo sensoriale esterno in più modalità sensoriali.

Che cosa significa?
Significa che vi sono alcune persone in grado di vedere i suoni, di toccare i profumi, di vedere i numeri e le lettere come colorate, e molto altro ancora.
Gli stimoli esterni non sollecitano solo la risposta del senso appropriato, ma suscitano anche un altro tipo (o più tipi) di risposte in altri sensi che non sono quelli adibiti alla percezione dello stimolo induttore del percetto in questione.
Quindi, si avrà una percezione multisensoriale.

Numerosi sono i tipi di sinestesia, così come diversi i sensi coinvolti.


sabato 27 settembre 2008

Primo passo..

Un primo passo...nasce oggi questo blog, con lo scopo di divulgare informazioni su un argomento ben poco trattato in Italia (e in italiano).
Ho notato quanto sia difficile coinvolgere molte persone e renderle interessate all'argomento, nonostante esso le riguardi da vicino.

Per cui..non mi aspetto nulla, almeno per ora.
Ogni progetto che si rispetti deve essere seguito con una certa cura e costanza, e forse non ne sono spesso in grado.

Però in qualche modo mi sto "muovendo", e chissà...
lasciamo l'ultima parola al futuro.