QUalche tempo fa, e anche qualche giorno fa, sono andata a spulciare tra i miei ricordi infantili fatti di quaderni di matematica enormi e non, e dai famosi "regoli", barrette colorate che spesso vengono fatte usare ai bambini in età scolare come supporto e aiuto nei primi calcoli matematici semplici.
Perché tutto questo?
A parte il mio essere così tanto attaccata ai ricordi della prima e della seconda elementare, trascorsi felicemente in quel della valle del Nervia, in Liguria, nell'entroterra (non distante da Ventimiglia)... l'ho fatto anche per un altra ragione.
Avendo dei colori per le cifre, ovvero per quelle da zero a 9 specialmente, e per alcune lettere dell'alfabeto, mi sono chiesta se e in quale misura l'apprendimento scolastico abbia potuto influire, sino ad originare (eventualmente) una sinestesia di tipo "pseudo", in quanto dettata dall'apprendimento, più che da una condizione neurologica spontanea.
Ho cercato, prima di tutto, di confrontare il colore dei noti regoli con quelli nella mia mente: ebbene, il risultato è che solo il colore che ho per il 4 sembra avvicinarsi a quello delle barrette. Il mio 4 è fucsia luminoso, il 4 dei regoli è sul viola\fucsia (non è assolutamente uguale al "mio" colore ma ci si avvicina). Tutti gli altri numeri "non sono esatti" per quanto riguarda il colore (o almeno: secondo la mia mente!).
Poi da poco ho anche frugato tra i quadernoni e quadernini di matematica dei primi due anni delle elementari, per cercare una eventuale corrispondenza sempre tra i colori delle cifre nell'occhio della mia mente e quelli proposti a scuola, qualora ce ne avessero proposti.
In particolare, per il primo anno di scuola, non ho riscontrato nulla che si potesse avvicinare ad associazioni esatte numero-colore; e per quanto riguarda il secondo anno, in cui ricordo perfettamente che ci avevano fatto studiare le (odiate) tabelline, avevamo associato ad ogni tabellina un disegnino (tipo: stella, cuore, ecc.) col corrispettivo colore. Ma, anche qui, nessun collegamento diretto numero-colore, e soprattutto nessun collegamento con ciò che ho nell'occhio della mente.
Mi piacerebbe ricordare la prima volta che ho "pensato" i numeri in colore, o meglio, la prima volta che ho iniziato ad utilizzare l'organizzazione spaziale per numeri, mesi, anni... ma non mi riesce proprio.
Sarei davvero curiosa di capire da quale età ho iniziato a pensare in quel modo quei concetti, dopo quale meccanismo (apprendimento, educazione...) si è consolidata la mia rappresentazione per quegli "oggetti" o unità.
Chissà...
...l'unico primo ricordo lontano, sicuro al 100%, risale all'età di 8 anni circa, quando mi ero già trasferita dove sono ora, ma non posso dire che si tratti della prima volta che ho inziato a "pensare" in quel modo, a "vedere" in quel modo i mesi e gli anni.
So solo che avevo "visto" il 2000 come in fondo, dritto davanti a me, disteso, e comunque ancora lontano, e avevo provato anche un certo sollievo a vederlo a quella distanza, dato che ci avevano appena dato un'infarinata sulle famose predizioni sull'anno 2000...(catastrofiche).
Ormai il 2000 sta alla mia sinistra...ed è di nuovo lontano....