sabato 1 agosto 2009

...essere un Artista...ed essere un catino

Chi è un Artista?
E' chi ha fantasia?
E' chi è creativo?

Chi non si conforma mai agli altri..
chi non ha bisogno di spunti, oppure chi da un piccolo spunto mostra tutto il suo mondo..?

Io non ho fantasia. La realtà è proprio questa: non c'è l'ho. O forse si ma alle volte le mie idee sono troppe, e alla fine non riescono a trovare giustizia in quello che produco, in quello che faccio.
Non sono capace a disegnare. Sono una sinestesica ma non sono capace di esprimere
come vorrei quello che ho.
Forse non ho "la sinestesia giusta"? Chissà. Percepisco la mia sinestesia come molto "razionale", sebbene non possa essere annoverata in questa categoria. Proprio no.

Sono una sinestesica MA non sono un'Artista.
Sono una "artista" solo nella mia mente, dove immagino..si, riesco ad avere delle idee, ma non ad esternarle, come solo un vero ARTISTA sa fare.
Mi mancano i mezzi, mi manca la praticità di saperlo fare.
Alle volte non ho proprio la fantasia invece..

Sono come un imbuto. Sono un imbuto pieno "all'alto livello", ma quando si
tratta di far fluire le idee, scendere in basso e far uscire tutto, mi inceppo.
Frustrante. Decisamente.

E' come avere sempre qualche catena e non vedere del tutto sé stessi.

Come vorrei ... essere un catino! ;) ahahah

www.colellachiara.com

sabato 30 maggio 2009

..i nomi: anche i miei sono colorati

Non ci avevo mai pensato a dire la verità, o forse non me n'ero ancora resa pienamente conto: ma anche i nomi per me hanno un colore, e li immagino in uno spazio 3-D solitamente a sfondo nero (come al solito, nella mia organizzazione spaziale. Non si smentisce. ).

Luana: è giallo. Sebbene le lettere che lo compongono non siano tutte gialle... ma la L si, e la fa da padrona. La U è scura, ma in questo caso nel complesso si adatta alla L. La A da sola sarebbe rossa, ma in questo caso non si sbilancia... Luana è un nome giallo.

Alessandro: potrebbe essere un nome sul rosso scuro. Sempre per via della A, credo. Gli sta bene anche il nero... non lo so. Il colore "switcha" (mamma mia che neologismo ibrido pessimo!).

Francesco: ecco parte da un rosso per diventare scuro alla fine.

Simone: è un nome giallo, la S però non è gialla...non me lo so spiegare!

Valentina: sul rosso

Umberto: nome scuro, la U domina.. è sul marrone scuro, come anche Matteo

Jennifer: nome verde

Samantha: è un nome sul grigio chiaro metallizzato, luminoso


E' strano che me ne sia accorta solo qualche mese fa di tutto questo, dato che ormai è più di un anno che ho a che fare con la sinestesia.
Potrei spiegarlo dicendo che principalmente ho l'organizzazione spaziale di numeri, lettere, mesi, anni e così via, che già i colori per essi passano in secondo piano, e quindi per i nomi i colori sono ancora più "trascurati"...

Non ho mai usato i colori dei nomi per etichettare le persone o ricordarmi il loro nome.
Visto che molto spesso mi dimentico il nome di una persona 2 minuti dopo averla conosciuta (specie se in un gruppo), potrei iniziare seriamente a prendere in considerazione la cosa....!!!

giovedì 2 aprile 2009

Arte....

...ne avrei proprio bisogno in questo periodo.
Far trapelare in essa le mie sensazioni.

Ho guardato alcune creazioni di Maria Cecilia Camozzi, un'artista sinestesica - che ringrazio ancora per la sua disponibilità durante la stesura della mia tesi, a distanza di un anno.

Le ho guardate e, forse complice la musica lounge e chillout che sto ascoltando, ho sentito la necessità di rifarmi ed eccedere nell'arte. 

Magari, surfer del web sinestesici e non, fate un salto anche voi in questo sito.
Vibrerete.

venerdì 20 marzo 2009

Ricordi d'infanzia...

QUalche tempo fa, e anche qualche giorno fa, sono andata a spulciare tra i miei ricordi infantili fatti di quaderni di matematica enormi e non, e dai famosi "regoli", barrette colorate che spesso vengono fatte usare ai bambini in età scolare come supporto e aiuto nei primi calcoli matematici semplici.

Perché tutto questo?
A parte il mio essere così tanto attaccata ai ricordi della prima e della seconda elementare, trascorsi felicemente in quel della valle del Nervia, in Liguria, nell'entroterra (non distante da Ventimiglia)... l'ho fatto anche per un altra ragione.

Avendo dei colori per le cifre, ovvero per quelle da zero a 9 specialmente, e per alcune lettere dell'alfabeto, mi sono chiesta se e in quale misura l'apprendimento scolastico abbia potuto influire, sino ad originare (eventualmente) una sinestesia di tipo "pseudo", in quanto dettata dall'apprendimento, più che da una condizione neurologica spontanea.

Ho cercato, prima di tutto, di confrontare il colore dei noti regoli con quelli nella mia mente: ebbene, il risultato è che solo il colore che ho per il 4 sembra avvicinarsi a quello delle barrette. Il mio 4 è fucsia luminoso, il 4 dei regoli è sul viola\fucsia (non è assolutamente uguale al "mio" colore ma ci si avvicina). Tutti gli altri numeri "non sono esatti" per quanto riguarda il colore (o almeno: secondo la mia mente!).

Poi da poco ho anche frugato tra i quadernoni e quadernini di matematica dei primi due anni delle elementari, per cercare una eventuale corrispondenza sempre tra i colori delle cifre nell'occhio della mia mente e quelli proposti a scuola, qualora ce ne avessero proposti.
In particolare, per il primo anno di scuola, non ho riscontrato nulla che si potesse avvicinare ad associazioni esatte numero-colore; e per quanto riguarda il secondo anno, in cui ricordo perfettamente che ci avevano fatto studiare le (odiate) tabelline, avevamo associato ad ogni tabellina un disegnino (tipo: stella, cuore, ecc.) col corrispettivo colore. Ma, anche qui, nessun collegamento diretto numero-colore, e soprattutto nessun collegamento con ciò che ho nell'occhio della mente.
Mi piacerebbe ricordare la prima volta che ho "pensato" i numeri in colore, o meglio, la prima volta che ho iniziato ad utilizzare l'organizzazione spaziale per numeri, mesi, anni... ma non mi riesce proprio.
Sarei davvero curiosa di capire da quale età ho iniziato a pensare in quel modo quei concetti, dopo quale meccanismo (apprendimento, educazione...) si è consolidata la mia rappresentazione per quegli "oggetti" o unità.

Chissà...

...l'unico primo ricordo lontano, sicuro al 100%, risale all'età di 8 anni circa, quando mi ero già trasferita dove sono ora, ma non posso dire che si tratti della prima volta che ho inziato a "pensare" in quel modo, a "vedere" in quel modo i mesi e gli anni.
So solo che avevo "visto" il 2000 come in fondo, dritto davanti a me, disteso, e comunque ancora lontano, e avevo provato anche un certo sollievo a vederlo a quella distanza, dato che ci avevano appena dato un'infarinata sulle famose predizioni sull'anno 2000...(catastrofiche).

Ormai il 2000 sta alla mia sinistra...ed è di nuovo lontano....

domenica 15 marzo 2009

Giornate gialle...e mal di testa gialli

Non sarò la prima a pensare che certi giorni della settimana siano gialli...

per me la domenica lo è assolutamente: gialla vivida. Anche il lunedì è giallo...ma un poco più tenue.
Oggi la giornata è ancora più gialla, fuori c'è un po' di sole, e la sua luminosità risponde in analogia con il colore che la mia mente riserva alla Domenica.

Ho "scoperto" che associo anche il mal di testa al giallo...però questo è una questione un po' particolare forse, che non sono sicura posso ricollocare nella sinestesia. Esistono di certo dei tipi di associazioni sinestesiche che hanno la caratteristica sopra riportata; però nel mio caso non sono sicura appunto si tratti di vera sinestesia.
Credo, cioè, che potrebbe esserci una influenza meramente fisiologica: la luce forte alle volte mi provoca del mal di testa (il vecchio monitor del computer col riflesso del lampadario), ed essendo la luce di un colore non giallo, ma quasi, probabilmente ho associato il giallo al mal di testa.
Ho scoperto di averlo spesso associato anche alla nausea, e anche qui il discorso può essere analogo: la maionese, gialla, da piccola mi dava la nausea.
Per quanto riguarda ancora il discorso sul mal di testa: e se fosse, invece il contrario? Ovvero: non la mia reazione alla luce a controllare l'associazione giallo-mal di testa, ma bensì l'associazione stessa a controllare il mal di testa?
Domanda, forse, interessante... bisognerebbe trovarle una risposta.

martedì 10 marzo 2009

Io e la sinestesia

Ho scritto qui di sinestesia e che cos'è, ora forse è il caso che dia una presentazione di me: in termini sinestesici, ovviamente.

Chi sono?
Una ragazza di 24 anni che "vede" (nell'occhio della mente) i mesi organizzati a forma di L, che crede che il 9 sia una donna veramente dispettosa e sicura di sé, che l'8 sia di sesso maschile ma femminile, che il 4 sia fuchsia vivace e luminoso, che la lettera T sia marrone e maschio. E potrei andare avanti...

Sono una ex-adolescente ormai avviata all'età adulta, laureatasi nella triennale in scienze della comunicazione con una tesi "mix" tra psicologia cognitiva e comunicazione, incentrata appunto sulla sinestesia. Ed è grazie a questa tesi che ho scoperto che non tutti hanno una rappresentazione spaziale per i secoli, gli anni, i mesi, i numeri, le lettere dell'alfabeto, i giorni della settimana.

I mesi hanno anche un colore, ma la spazialità è una caratteristica che prepondera sinestesicamente in me.
Non posso effettuare operazioni matematiche a mente senza passare per la mia organizzazione spaziale dei numeri; no no, non posso proprio. Ci ho provato, si, lo ammetto, a tradire la mia sinestesia sui numeri, quando ho scoperto che era il motivo per cui rallentavo nelle operazioni (anche banali talvolta). E certo: nella mia mente scorrevo automaticamente in rassegna i numeri, e il risultato andavo a cercarlo proprio lì..qualcosa di troppo "sequenziale" quasi, direi.
Tuttavia, non sono mai stata insufficiente in matematica.

La mia sinestesia nel mio caso trova il suo forte nella storia, nella memorizzazione di eventi, di date, di altro che posso collocare spazialmente nella mia "agenda" nell'occhio della mente.
E quando uso le agende cartacee? O i calendari cartacei? Bella domanda.
In questo caso avverto un sentito contrasto tra la rappresentazione e l'organizzazione del cartaceo con la mia personale, intima e mentale sinestesica.
Ovvero: l'anno per me è a L, dopo settembre c'è la curva, non posso vedere né sopportare i mini-calendari, quelli plastificati, per intenderci, che si possono prendere in quantità da scrivanie di agenzie ecceter. Perché? Ma perché mi disorientano...mettono i mesi tutti orizzontalmente, che vanno arbitrariamente a capo nella tesserina, ed io ci metto qualche secondo in più a raccapezzarmi.
E poi...il mio calendario sinestesico funziona così bene! Perché affidarmi a quelli cartacei? Bé... quando mi serve sapere in che giorno della settimana cade un determinato "numero" del mese, ad esempio.

Ho sentito una particolare "scossa" di piacere quando il mio ragazzo, l'anno scorso, mi ha regalato un calendario disposto su un unico grande foglio di carta fotografica, fatto da fotografo, con nostre foto da un lato, e dall'altro (destra) i mesi, in forma semi-rettangolare, a forma di L...!!
..purtroppo a L rovesciata (speculare) e con agosto sulla stessa linea di settembre... ma NO!

mercoledì 4 febbraio 2009

da decidere...

...ancora cosa far diventare questo blog. 

Ormai è una replica del social network, e nessuno lo segue...
Ma perché su facebook poi avevo almeno qualcuno cui andava di condividere la sinestesia e su Ning niente?

6 iscritti... ed io che vorrei creare una community di sinesteti italiani.
Sarà che l'argomento non è così diffuso, anzi...vi sono pure dei pregiudizi..

Ancora mi chiedo che devo fare col social network, e cosa far diventare questo blog...

venerdì 23 gennaio 2009

Dopo qualche tempo...

...rieccomi on the web, a scrivere qualcosa su un blog non convenzionale (ma d'altronde non sono per niente brava a scrivere i blog sulle mie giornate tipo, nonostante io ami la scrittura).

In questo periodo di apparente assenza ho avuto modo di sperimentare vari alti e bassi nella mia vita privata (ovvero quella che non concerne l'interesse online per la sinestesia).
Però ho continuato con piacere a scrivere nella mailing list di Sean Day, a sfrucugliare qualche notizietta (poco sostanziosa) sul fenomeno che mi interessa e... si, ho anche lasciato un po' tutti i miei bellissimi castelli in aria sulla sinestesia in stand-by, per qualche mese.

Però ora ci sono ritornata su.
Gli esami sono alle porte (quelli universitari), ho una mole considerevole di cose da studiare, ho alcuni problemi e tanti pensieri per la testa.
Però rieccomi qui.

Ho creato un social network che per ora ha solo 3 iscritti me esclusa. Ho notato che il gruppo dei sinesteti italiani su facebook ha riscosso in un certo qual modo un qualche iscritto in più ultimamente. E allora mi sono detta che dovevo di nuovo persistere.
Credo che gli iscritti su Facebook al gruppo aumentino grazie alla notorietà di oggi di tale social network... e quindi lo devo sfruttare come posso, come ponte per trasferire i discorsi in un altro loco.

Credo sia ancora "presto". E l'argomento forse non viene preso troppo sul serio; d'altronde, qui son solo io fondamentalmente a parlarne, e qualcuno male informato può cestinare facilmente il fenomeno bollandolo come qualcosa di classicamente "mistico".
Peggio per lui.

Questo è un indirizzo da cliccare e da seguire, se siete sinestesici, si, voi, proprio voi che leggete (pochissimi), se siete interessati all'argomento:  http://sinestesia.ning.com/